micagosotto

5 settembre 2008 at 5:41 am (politica)

Chiedo scusa con tutto il mio cuore a Hillary Clinton alla quale avevo dedicato un post incazzoso. Povera Hillary. Poveri noi.

Io oggi ho paura di Sarah Palin. Donna turboconservatrice, che a confronto la Binetti è Rosa Luxemburg. Ho paura di Sarah Palin e della sua famiglia del mulino bianco. Della figlia 17enne, Bristol, incinta (ma il copione non diceva vergine fino al matrimonio?) e sorridente alla convention repbblicana. Ho paura di Piper, una diabolica bamboletta, che ha preso dalle braccia del babbo (di cui mamma è ancora innamorata come il primo giorno “he’s still my gay”) il fratellino con la sindrome di down, avuto dalla donna a 44 anni. L’intera famiglia schierata, alla quale si aggiungono anche figlio e nipote soldatiinirakperdifenderelapatriaelabandiera.

L’unica cosa che condivido con questa famiglia è il fiocchetto rosa che porta tra  capelli la piccoletta, solo che il mio è rosso e qua si sprecano le interpretazioni… Sarah Palin irrompe prepotentemente sulla scena e nel farlo trascina con sè un grumo di stereotipi americani inattaccabili e monolitici. Ma non falsi. L’errore più gigante che si possa commettere sta nel pensare che questa sia una mossa propagandistica-elettorale. No, per niente, questi vincono a man bassa e lo fanno perchè convincono, perchè parlano la lingua di persone che la pensano come loro o che desidererebbero tanto pensarla come loro. Pauuuuuuuura.

Io in questi casi spero che succeda una qualche sconvolgente catastrofe famigliare, molto peggio che la figlia incinta. Che ne so, magari che il figlio faccia outing, che Willow (la figlioletta di mezzo) si droghi pesantemente e passi i prossimi anni dentro e fuori da qualche clinica per disintossicarsi con i fotografi sempre pronti a ritrarla. Che la piccina col fiocchetto rosa si faccia una santa anoressia che dia voce a tutti i rimossi famigliari, o diventi una diva alla Spears, o che venga scoperta a fare sedute spiritiche, che ne so, va bene un po’ tutto eh!. Che il marito si innamori di una meravigliosa donna trans. Che ci siano da qualche parte delle divertentissime intercettazioni tra lei e Mara Carfagna in cui si scambiano tecniche sofisticate. Qualcosa che scalfisca questa perfezione vomitevole, da giorno del ringraziamento e copertine patchwork. Qualcosa che si collochi esattamente sui costrutti opposti.   

Appunto, i costrutti opposti. Nel mio sistema di significati non è esattamente che tutto questo non trovi cittadinanza, è che si colloca esattamente dall’altro lato della barricata dei miei costrutti.

Micagosotto.

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6 commenti

  1. masaccio said,

    E se fosse questo il punto a cui volevano arrivare?
    Obama aveva sfondato come candidato postideologico e postpartisan, uno capace di riunire l’America, di saltare a pié pari 40 anni di divisioni in nome del sogno americano e della sua biografia che lo incarna perfettamente. Hanno tentato di demolirlo accusandolo di essere il solito liberale elitista e non ce l’hanno fatta. Allora hanno messo lì l’esca: “Prendiamo un mostro, lo travestiamo da mamma americana media e vediamo quanto gli danno addosso”. E così da una settimana la stampa democratica, cercando di demolire il mostro, sta prendendo a calci in faccia la mamma americana media. Che il 4 novembre voterà.

  2. IlSarcoTrafficante said,

    uhm…per me, mccain porta sfiga (porta uragani)…..anche la palin sarà colpita dall iella mccain…gli morirà sicuramente la prole. come minimo.

  3. Loris D. said,

    Sarebbe stato molto più saggio, da parte dei repubblicani, candidare lei invece di McCain. Per me vince Obama, magari di poco.
    Comunque dovresti essere contanta: tra la Palin e la Clinton, le donne hanno avuto un ruolo da protagoniste. Magari al prossima volta gli U.S.A. avranno una presidentessa…

  4. Luna di Giugno said,

    Dio ce ne scampi

  5. Loris D. said,

    Da una presidenza femminile? 😉

  6. Piccoli veltroniani crescono « malingut said,

    […] arguto, tra l’altro), da Luna di giugno: masaccio ha detto, 5 Settembre 2008 a 11:11 am E se fosse questo il punto a cui volevano arrivare? Obama aveva sfondato come candidato […]

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