La stanza della luna

26 Novembre 2008 at 10:23 pm (diario)

A casa fa caldissimo. Anche qualche anno fa, quando abitavo in quella casa, dormivo con le finestre aperte. La prima notte che ho dormito in quella casa, ho dormito da sola. E avevo paura. Tantissima. Ho tenuto la persiana alzata per far entrare la luce della luna. Casa mia.

Ieri notte ho dormito là. E non avevo paura. Ci torno a dormire, di tanto in tanto, ma mai per piacere. Mi serve come punto logistico, d’appoggio, ma non è che mi vada di andare a trovare casetta mia. Ci dorme Lei, ora. Lei è bella e ha reso quella camera – che non era camera mia – bellissima. Camera mia è quell’altra. Ci dorme altra gente, ma è pur sempre camera mia. Beh, camera di Lei, invece, ha un grande letto matrimoniale, ed è rosa e rossa ovunque, piena di veli e luci soffuse. Ci stendiamo lì. Lei mette una musica dolce che io non conosco. Io guardo la posta. Chiacchieriamo un pochino, così. Abbiamo fame, ma è presto. Allora aspettiamo, che ci mangiamo poi? Ti offro la pizza dell’amicizia… ma io ho fatto la spesina dell’amore. Ok ok, però prima tisanella di frutta. Buona la tisanella di frutta, e sì che di solito non mi piace. Questa volta sì, tantissimo. Buona. Poi ci mangiamo un ovetto a testa con le patatelle. Lei si mette tutto il tuorlo in bocca e io rido.

Ancora chiacchiere a letto. Ognuna ha un piumone, ma fa caldissimo. Fa troppo caldo, davvero. Io non so dove mettere i piedi. Sotto le coperte? Sopra le coperte? Lei apre un pochino la finestra. Sì che fa caldissimo. Chiacchieriamo. Ci accarezziamo le braccia e chiacchieriamo. Lei parla di Lui. Io di Lui e di altro. Lei ha paura, ma non c’è ragione. E’ in un’altra stanzatta e quella vecchia se l’è lasciata alle spalle. Nuova stanzatta tutta buia, e ora bisogna trovare una lucina. A tentoni, ma la troviamo. Come ha trovato la chiave giusta per entrare in questa nuova stanza. Lei dice sì. Anche io dico sì. Parlo di Lui. Dico sì. Un po’ ci inseguiamo nei discorsi e un po’ vaghiamo per conto nostro. Ci riacciuffiamo, ci interrompiamo. Troviamo un nostro ritmo. Facile. Diciamo che sarebbe bello vincere la borsa di studio e rimanere qualche giorno là. Sarebbe bellissimo. Anzi no, sarebbe giusto.

Allora senti, a me quella casa calda piace. Ed io penso a come potrei arredare la mia stanzetta. La vorrei azzurra e arancione. Ma poi arancione, hai ragione tu, è troppo forte. Allora la vorrei azzurra ma non troppo azzurra che poi, hai ragione tu, diventa fredda. Voglio che sia la stanza della luna. Non so se sono pronta per il letto matrimoniale io, ma sono pronta per Milo Manara ovunque sulle pareti e anche la locandina di Ken Park. E voglio condvidere il frigo assieme a te. E che non ci sia nulla di mio o di tuo. Ci sia la nostra spesa. E sapere che ci sarà sempre musica in quella casa. E un buon odore. Sai cosa voglio dire, vero? Una stanza azzurra, la stanza della luna. E tu nella tua rosa, la stanzina rosa e rossa. Calda. Caldissima.

C’è qualcosa di magico in quella casa…

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