Dalle stronzate della Binetti

9 Novembre 2008 at 11:03 pm (diritti civili, politica, psicologia)

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Sognare fa bene alla pelle

9 Novembre 2008 at 9:40 pm (diario, politica)

In realtà di Obama non voglio parlare. Un po’ perchè ne parlan tutti e io mi stufo, un po’ perchè condivido anche le virgole di quanto ha scritto lui, un po’ perchè oggi come oggi il mio interesse per la politica estera in realtà è più o meno riassunto in questo sito qui. Se vogliamo discutere politicamente ok, facciamo tutte le valutazioni del caso… ma se vogliamo andarci di pancia – eddai per una volta! – viene da sorridere a vedere un Capo del Pianeta come quello. Bello, giovane, e nero. Non abbronzato, nero. Nero. N.e.r.o. Nero chiaro, nero stinto, mettetela come volete. Ma nero. Nero il giusto: abbastanza nero da far sussultare il cuore, abbastanza poco nero da non far spaventare gli americani. Giusto.

Certe cose sembrava di poterle solo sognare. E che fossero sogni stupidi, sogni in cui non si capivano i rapporti di forza, le regole del contesto o come cavolo volete definirle. Sogni così per sognare. Non faccio politica da un bel po’ ormai, principalmente perchè non mi dà più emozioni. Il rapporto con le compagne e i compagni (perchè per me questa parola ha ancora un senso) rimane, più o meno… ci si annusa, ci si riconosce, si condividono basi e presupposti, pur nelle differenze, si sa di stare tutti da questa parte della barricata. Ma questo non basta. Non basta a me. E non sto a discutere se è giusto o sbagliato. Non mi basta. Non ho un sogno mio, non condivido quello degli altri. La sinistra, la mia sinistra, invischiata nella palude del tiriamo a campa’ fino alle europee, si sta riducendo ad un groviglio di scissioncine senza prospettiva, imbellettate di presunte nuove proposte… seeeeeeeee come no, Marco Rizzo e Nichi Vendola, alla faccia… Bu niente sogni niente politica.   

Poi, chiamatelo effetto Obama o effetto lamiapsicoterapiafunziona, mi sono trovata improvvismanete con un sogno per le mani. Anzi in testa, piazzato in testa. Non so come ci sia entrato ma non mi esce. Un sogno privato o forse politico… un po’ privato e un po’ politico, un po’ entrambi dato che – nella mia epistemologia di sinistra dritticiviloide -  privato e politico sono intrisi l’uno dell’altro, e compenetrati. Ho sognato le amministrative del prossimo anno, qui nei comuni della mia zona. Chissà se ce la facciamo pure noi. Magari non proprio qui qui dove abito io, più verso sud intendo. Magari in un comune piuttosto grande con una storia amministrativa un po’ travagliata. Vuoi vedere che ce la facciamo? E vuoi vedere che se ce la facciamo allora io posso realizzare il mio sogno privato? Un sogno gigante, di quelli tipo “da grande farò la ballerina” o “da grande farò l’astronauta”, uh! Un sogno mio. Tutto mio. Ma posso realizzarlo solo se le amministrative l’anno prossimo vanno in quel determinato modo. Mi sento così eccitata a riavere un sogno. Vuoi vedere che stavolta ce la si fa? Vuoi vedere che…

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