Dieci anni dall’omicidio Shepard

7 Ottobre 2008 at 10:42 am (diritti civili, politica, psicologia)

Qualche tempo fa su questo e su altri blog si parlava di anniversari, dell’utilità o meno di ricordare date significative. Le commemorazioni servono ad una comunità per sentirsi parte di quella comunità, e talvolta sono fini a sè stesse, altre semplicemente folkloristiche. Non servono a creare dubbi in chi in quella comunità non si riconosce. Ammesso che il rafforzare la propria appartenenza e affiliazione non sia utile, a me ricordare alcune date piace. Sono un cavallo di Troia, l’occasione istituzionale per parlare di. In questo caso, parliamo di un qualcosa che è avvenuto 10 anni fa esatti, ad un ragazzo che si chiama  Matthew Shepard. Io la sua storia neanche ve la racconto. Molti di voi la conoscono, altri possono tranquillamente usufruire di wikipedia e di tutte le voci correlate a questo hate crime. In particolare, andate a leggere The Laramie Project e se volete farvi un po’ del male scoprite chi è Fred Phelps che ha commentato così lo spettacolo teatrale: “The Lamarie Project è un pessimo pezzo di banale melodramma omosessuale – sordido, scontato, non coinvolgente, tristemente prevedibile – senza il minimo merito artistico o letterario e senza trasmettere alcun valore sociale. Infatti, il suo unico scopo è promuovere l’atto di peccato e di condanna dell’anima che è la sodomia, giocando con le malate e sdolcinate emozioni dell’America condannata e senza Dio e reclutando, attraverso ciò, adolescenti cresciuti male per portarli a vivere nel peccato, nella vergogna, nella malattia, nella morte e nell’inferno.” Gulp! Però mica tanto diverso da certi discorsi che siamo abituati a sentire anche qui, eh! Sulla gay panic defence (difesa da panico gay), invece, non spendo una sola parola.  

3 Commenti

  1. soupe84 ha detto,

    A volte penso a come sarebbe migliore la vita se non ci fosse il vaticano e le varie credenze…

  2. Anellidifumo ha detto,

    Io al signor Phelps potrei infilare due pollici negli occhi fino alla base del dito senza neanche scompormi.

  3. Loris D. ha detto,

    ma quanta violenza… questi sono metodi degni di Phelps…

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