Quella che fa politica

27 Settembre 2008 at 10:22 pm (diario, politica, psicologia)

Oggi alla scuola di specializzazione era giornata di conferenza. Facciamo che sorvolo sui miei dubbi rispetto alla scuola di specializzazione e alla mia identità di psicologa, altrimenti occupo tutto il post a dire che la ricreazione sta per finire e che tra poco sarà ora di fare qualche scelta… vabbè, fino a che la campanella non suona, proviamo a parlare di altro.

Oggi alla conferenza c’erano anche i colleghi di Padova. Un po’ li conosco, uno di loro era iscritto al partito quando facemmo la prima scuola di formazione ad Asiago. Fumiamo una sigaretta assieme parlando del più e del meno. E succede che tutti si affrettano a dirmi che il professor A.M. mi ha citata quando ha fatto lezione a loro. Ha detto loro che l’ho fatto riflettere su di una particolarità della condizione operaia attuale alla quale non aveva ancora pensato. Non si ricordava il mio nome, diceva “quella ragazza del primo anno, che fa politica”.

La ragazza del primo anno che fa politica. Continuo a riflettere su questo da qualche tempo. Esattamente non riesco a capire perchè “fare politica”, qualsiasi cosa significhi, abbia questo appeal tra le persone. Non capisco perchè di me abbia detto “quella ragazza che fa politica” e non “quella psicologa interessata ai diritti civili”, per esempio. Ogni volta è come se io non fossi una psicologa per davvero. La mia identità politica, appena disvelata, diventa l’unica alla quale si riesce a fare riferimento. Incuriosisce, fa paura, fa rabbia, piace. Quello che scatena è un ventaglio di possibilità. Fa uscire dall’anonimato. Sei la ragazza del primo anno che fa politica. Sono avvilita. Sono stufa di quest’etichetta stampata e che non corrisponde più a nessuna scelta da parte mia. Io non voglio più essere “quella che fa politica”, non voglio più essere solo quella che fa politica.

Come l’altro giorno, stessa sensazione. Sede ti tirocinio, riunione. Il grande capo si alza, apre la finestra e fuma, mi chiede di fronte a tutte le psicologhe “Riesci a farci avere un contatto in consiglio regionale?” certo che ci riesco, nessun problema. Riesco ad organizzarti un incontro col consigliere, certo. Il punto è che non voglio.

O voglio. Boh. Perchè oggi il partito mi manca, sapete? Mi manca il confronto che avevo talvolta all’interno del mio partito, mi manca sudarmi la linea politica, mi manca crescere. Mi manca crescere. Mi manca crescere. Sembra irreale, eppure io sono creciuta davvero in un partito che ho criticato aspramente in ogni situazione in cui è stato possibile. In mezzo a quei compagni che mi hanno messo i bastoni fra le ruote perchè poco ortodossa. In mezzo a chi mi ha detto brava solo alla fine, io sono cresciuta. Mi manca. E non so se è solo perchè mi sento mille volte più sola da quando ho mollato.

E a fare politica ero bravina. Solo sui miei temi, eh, nulla più. Solo in quello spazio che mi ero ritagliata. Donne, froci, nani e ballerine, per usare un ritornello con cui mi gingillava Emiliano.

Adesso questo non c’è più. E’ tutto così autoreferenzale. Anche il mio modo di fare psicologia lo è. Il mio modo di non essere psicologa. Manca il contesto, il cinese lo puoi imparare sui libri ma non è come essere in Cina. Ho paura che succeda di nuovo come a T.A., per questo apro i libri, li chiudo. A cosa mi serve? Tanto la ricreazione sta per finire e i prof di me si ricordano sulla base del fatto che sono “quella che fa politica”, quello che avrei voluto fosse il mio tutor manco mi ha voluta incontrare fino a che non ha provato a scrivere il mio nome e cognome su google per vedere chi sono.

E boh, sento che qualcosa sta stridendo e mi sento malinconica. Anzi no, non sono malinconica, sono arrabbiata. Ho voglia di sbattere i pugni e anche un po’ di piangere. Avevo parlato di un sacco di cose a M. e tutto quello che ha rilevato era che facevo politica.

No, non faccio più politica e quando la faccio non ve lo vengo a dire. Faccio la psicologa. E fotte un cazzo se voi siete circondati da psicologi e ne avete le palle piene e trovate mooooooolto carino che io legga il giornale la mattina, ma io invece non sono circondata da psicologi e vorrei – tanto – esserlo, e poter imparare, sperimentarmi e crescere. Anche parlando di attualità, eh! Non riesco a pensare ad uno psicologo che non ne sappia.

So parlare di attualità, ma anche un po’ di cinema, di libri, di me, di cartoni animati anni ‘80 e anche di Neon Genesis Evangelion, di siti internet erotici, del più e del meno (che è il mio argomento di conversazione preferito). E se qualcosa proprio non la conosco, mi piace anche ascoltare e che mi venga spiegata. E fare domande. Ed essere curiosa.  

Bu.

9 Commenti

  1. nicola ha detto,

    lo sai che tutto è politica.
    che devi tornare.
    perchè mica siamo in un periodo di stanca.
    siamo in un periodo che ci ammazzano tutti.
    è il fascismo del nuovo millennio.
    micazzi

  2. Loris D. ha detto,

    Lo sai che la gente ha bisogno continuamente di punti di riferimento… e tu ne hai offerto uno molto evidente.
    L’impegno politico, specie ad alto livello, ti espone e ti etichetta in maniera indelebile…. specie se ogni tanto appari in foto od in video.
    Ora sei tu che devi scegliere come gestire la cosa: ricorda solo che l’esperienza nel partito è una parte molto importante di te e che c’è gente che per questo ha imparato a volerti bene.

  3. Luna di Giugno ha detto,

    Nicola: sì, so che tutto è politica. Tutto è politica e tutto è psicologia. Quindi anche tra politica e psicologia non esiste gran differenza, no? La politica genera nuove possibili realtà e propone significati, la psicologia non fa nulla di diverso in fin dei conti :-) che si sia in un periodaccio lo so anche io, ma quali sono gli spazi? E vabbè, poi c’è anche tutto il mio rancore nei confronti del partito e tu questo lo sai meglio di altri… discorsi che non voglio rendere pubblici nel blog, ma che tu sai. Tu sai perchè sono arrabbiata.

    Loris: la gente che ha imparato a volermi bene per la mia esperienza nel partito? Che botta di colpevolizzazione, mioddio! Sto cercando di allenarmi ad agire sulla base del mio desiderio e non dei miei doveri, neppure quelli nei confronti “delle persone che hanno imparato a volermi bene”, che sono poi quelle a cui solitamente consegniamo le chiavi della gabbia in cui ci infiliamo.

  4. Loris D. ha detto,

    Ma no, volevo solo dire che in questo ambiente hai conosciuto molte persone che ti sono vicine.

  5. ilsarcotrafficante ha detto,

    Luna, ti parlo da politico mancato e da paziente di una psicologa (e giuro che non esiste alcun nesso casuale tra i due ruoli).

    1) Politico mancato: la politica è merda, meglio non toccarla – perchè si finisce col puzzare a vita. Io l’ho fatta per anni come te, ma mi sono pentito di aver speso tanti anni nel nulla

    2) Paziente: essere psicologi, psicoanalisti è un lavoro di alta responsabilità – decisamente più rivoluzionario di cambiare il mondo a suon di slogans. continua così!!!

    ciao lunè.

  6. Settore Demokratico ha detto,

    http://www.11ottobreinpiazza.org/

    11 ottobre, ore 14, piazza Repubblica, Roma.

  7. stefano ha detto,

    @ Sarcotrafficante: dipende come e con chi la si fa. Ho avuto la fortuna di conoscere decine di compagne e compagni che fanno politica per pura passione, per provare a cambiare le cose, impegnandosi ogni giorno, anche facendo sacrifici. Queste persone non puzzano, questa politica non è merda. Queste sono persone profumate e meritano rispetto, anche da te.

  8. Luna di Giugno ha detto,

    Continuate pure a parlare di qualcosa che non c’entra col post che tanto il blog è uno spazio di discussione libero e io non censuro. Ne approfitto per godermi quanto di psicologico c’è in tutto questo: generalizzazione, categorizzazione, in-group, out-group, gruppi affiliativi formali e informali… credo fosse il primo anno, esame di psicologia sociale… ma non sono certa.

  9. Loris D. ha detto,

    mi sento un po’ cavia… ;)

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