Su cartine e preservativi
Vince Ferrero. Nello sfacelo totale della sinistra italiana post arcobaleno, il congresso di Rifondazione decide una linea tutt’altro che scontata. Io non credevo nell’elezione di Ferrero segretario, sia chiaro. Ero convinta vincesse Vendola, la sinistra-per-bene guidata da uno dei personaggi più antipatici del panorama politico. La sinistra che mi ha fatto fare la campagna elettorale più noiosa mai vista, e che ha orientato la propaganda rivolta ai giovani con gadgets avvilenti come cartine e preservativi (per la cronaca, avrei voluto farli anche io qualche anno fa come campagna nazionale diritti della Fgci, grazie a Dio il coordinamento mi ha votato contro!), la sinistra pallida del forum giovani, delle biciclettate, dell’apriamoci al PD. Io sono sempre stata una pasionaria dell’unità a sinistra, una nemica dei feticci e della nostalgia fine a se stessa… tuttavia il progetto di Vendola non poteva convincermi perchè mancava di struttura. Eppure, non posso essere del tutto serena rispetto a questo risultato. Non sono sinistra delle biciclettate e non sono neppure sinistra del Capitale. C’è posto per me in questa sinistra che si sta ridefinendo?
Ferrero ha organizzato attorno a sè anime ben diverse, come vuole la storia di Rifondazione, dopotutto… speriamo che questa alleanza sia funzionale, che ne sia valsa la pena, che sia la scelta ottimale per ripartire tutti. Non si parla di scelte giuste o sbagliate in questo caso ma di scelte più o meno funzionali e io mi auguro davvero che la sinistra (tutta) sia in grado di essere funzionalmente all’avanguardia, guerriera, coraggiosa, tenera, autentica. Quello di Rifondazione è il congresso che determina di fatto l’assetto della sinistra italiana: alternativa al PD e ancorata alla base e alle questioni sociali. Dicono. Staremo a vedere se le sinistre che escono dai congressi di Salsomaggiore e Chianciano riusciranno ad armonizzarsi e a concretizzare un progetto politico vero e rivolto al futuro. Sinistra sul serio, capace di mettersi in discussione e rimettere in discussione ciò che è stata fino ad ora, ciò che ha fatto fino ad ora. Speriamo che leccate le ferite e rimessici in piedi si possa iniziare a parlare di contenuti gettando ponti tra i nostri partiti e tra i partiti e il Paese.
nicola ha detto,
27 Luglio 2008 a 9:21 pm
un po’ doloroso ma alla fine che abbia vinto paolo è un bene
vendola ci avrebbe portato alla deriva
ora però bisogna riprendere davvero il percorso unitario a sinistra a partire dall’opposizione sociale
n
Loris D. ha detto,
27 Luglio 2008 a 10:10 pm
Non screditerei così le biciclettate… dipende dallo scopo per cui le fai.
Se l’obiettivo è unicamente mostrare le bandiere, allora è meglio stare a casa.
Se invece punti ad un obiettivo attinente, ad esempio promozione di piste ciclabili o chiusura del traffico al centro storico, allora possono essere un buon… veicolo informativo.
Io ne proporrei una per far riscoprire alla cittadinanza i 6 parchi proposti da Bruno Barbon nel programma per Treviso… naturalmente bisognerà studiare la cosa per bene.
masaccio ha detto,
28 Luglio 2008 a 1:58 am
Quasi mi stupisce, ma sono d’accordo con te al 100%, parola per parola, da Ferrero alle certine, dalle biciclettate a Vendola. Quasi quasi il mio post. sul congresso di Rifonda non lo faccio.
Se lo farò sarà per tentare di articolare il problema che giustamente pone Nicola: va bene dire che l’unità si costruisce nell’opposizione sociale, ma ora bisogna farlo, e prima ancora bisogna decidere come.
Le proposte sul campo, dal nuovo 20 ottobre al referendum sulla legge 30, sono tutte discutibili. Discutiamole. Per discutere ci vuole un luogo. Ferrero avesse proposto un coordinamento dell’opposizione: aspettiamo.
Stefano ha detto,
28 Luglio 2008 a 8:23 am
Senza struttura ci sentiamo tutti un pò persi, io per primo…
E se il ‘luogo’ di discussione, di coordinamento, di quel che sarà, si sviluppasse come conseguenza delle prime battaglie sociali d’autunno?
Alessandro Squizzato ha detto,
28 Luglio 2008 a 9:44 am
Ci sono delle strutture apposite abbastanza semplici, composte di una superficie rigida sorretta da quattro supporti in verticale. Quando sarà il momento di organizzare le iniziative d’autunno ci si potrebbe disporre attorno a queste -magari con delle altre più piccole sulle quali sedersi- e discutere. Raramente a cerchio, anzi quasi mai….
La storiografia ufficiale smbra dimostrare che il più delle volte quando non sono stati inseriti cartelloni bianchi e pennarelli colorati in questa formula organizzativa si sia riusciti a venirne fuori con qualcosa di produttivo.
Anellidifumo ha detto,
28 Luglio 2008 a 1:32 pm
Secondo me Ferrero durerà poco con questa maggioranza. Poi PRC si fonderà con il PDCI e lì si vedrà cosa ne verrà fuori. Magari anche una seconda segreteria Ferrero, ma di diverso orientamento rispetto a quella massimalista di oggi.
Il problema è che poi che ce ne facciamo di un PC unitario e, per dire, anche del 6-8% se le cose vanno bene? Non molto… a meno di attirare l’ala sinistra del PD e il resto della Sinistra. Ma qui siamo ai vagheggiamenti, più che alle analisi.
Ne parlo anche da me.
masaccio ha detto,
28 Luglio 2008 a 2:40 pm
Beh, ce ne facciamo che avremo una sinistra in Italia. Oggi non c’è, sarebbe già un discreto passo avanti, non credi?
Non credo alle ingegnerie partitiche e alle alchimie a tavolino, questo va con quello, X si mette con Y… Non funziona così, secondo me. Non mi interessa se Ferrero è “massimalista” e non “riformista”. Mi interessa se il suo partito è in grado o no di costruire un’efficace opposizione a questo governo criminale e un’efficace alternativa a questo Pd inconsistente. Da qui si può ripartire, il resto lo lascio agli appassionati di gossip partitocratico…
stefano ha detto,
28 Luglio 2008 a 3:47 pm
Anch’io penso sia veramente presto per ragionare di architetture organizzative. Proviamo ad impegnarci in un autunno di lotte, proviamo a tornare a coinvolgere i lavoratori (tutti), i pensionati e gli studenti almeno nella mobilitazione per contrastare le peggiori iniziative di questo governo parafascista.
Misuriamoci su questo e poi, se saremo in grado sviluppare una serie di iniziative politiche che abbiano seguito, allora ragioneremo di forme organizzative, no?
Cioè, per una volta, partiamo dal principio…
Lunadigiugno ha detto,
28 Luglio 2008 a 4:31 pm
Se davvero Rifondazione riuscisse anche solo a confederarsi con il Pdci si avrebbe la parvenza di una pallida prospettiva a sinistra. Non da poco, eh! Significherebbe provare a creare una cerniera tra le sinistre italiane e non un patchwork disastroso come quello della sinistra arcobaleno, progetto che ho condiviso e che continuo – nonostante tutto – a difendere. Ci siamo comportati come la coppia divorziata che torna a letto assieme per una notte che si pensava dovesse essere di passione: a lui non tira, lei non viene… ecco, adesso quei due è meglio che escano assieme da amici intimi prima di progettare un figlio, no?
masaccio ha detto,
28 Luglio 2008 a 5:08 pm
Siccome Pdci è maschile e Rifondazione femminile, e la grammatica non è mai un caso, se fosse come dici non sarebbe così difficile. Lui porta rancore ma non l’ha dimenticata, e quella volta probabilmente era stressato, sai, la campagna elettorale, l’ansia da prestazione, ecc.. Lei usciva da esperienze omo (Sd) e addirittura di gruppo (i movimenti), perciò è comprensibile che sia rimasta inappagata. Bisognerebbe che si trovassero in giro per caso, quest’autunno, tra la folla di una grande manifestazione, che iniziassero a chiacchierare per caso, e che tra un bicchiere e l’altro da cosa nascesse cosa. Solo che in questo caso mi sa che finirebbero subito a litigare se farlo a casa di lui o a casa di lei.
stefano ha detto,
28 Luglio 2008 a 5:10 pm
Facciamo una colletta e prenotiamo loro una stanza d’albergo in un luogo romantico…
Alessandro Squizzato ha detto,
28 Luglio 2008 a 5:14 pm
state riuscendo a farmi odiare sta cosa…
Lunadigiugno ha detto,
28 Luglio 2008 a 5:20 pm
La metafora sessuale è azzeccatissima, dai
Però ha ragione Ale, l’importante è non stare tutto il tempo a dire “allora, come è andata? Vi siete visti? E che vi siete detti?”…