La versione di Barney – Mordecai Richler

26 Luglio 2008 at 7:50 pm (consiglio)

Noi amiamo questo libro. Amiamo Barney Panofsky, il suo essere cinico, dissacrante, bugiardo. Amiamo – Dio se amiamo! – la sua scorrettezza su tutti i fronti. La volgarità. Il suo essere così grottesco. Così grottesco. Noi amiamo il fatto che Barney, ormai vecchio, bevendo e fumando sigari, decida di scrivere la sua biografia per difendersi dall’accusa di omicidio mossagli dal nemicherrimo Terry McIver nel suo libro “Il tempo, le febbri”: Barney è uno a cui nonticiprovarearomperglilepalle, eh! Amiamo anche Mordecai Richler, questo Mordecai Richler.

Ale, dovresti leggerlo, magari quando hai finito di guardarti Dr House, eh eh!!!!! Intanto questo:

Clara aveva il terrore degli incendi. “Ti rendi conto che siamo al quinto piano e che non avremmo alcuna possibilità di fuga?” . Se qualcuno bussava alla porta senza preavviso rimaneva come paralizzata. Gli amici lo sapevano e si annunciavano sempre. “Sone Leo”, oppure “Sono l’uomo nero. Mettete gli oggetti di valore in un sacco e passatemelo attraverso la porta”. Il cibo troppo condito le dava il voltastomaco. Soffriva di insonnia, ma bastava farla bere un po’  e si addormentava come un angioletto – non che ci fosse da rallegrarsene troppo, perchè col sonno arrivavano gli incubi da cui si svegliava madida di sudore. Diffidava degli estranei e ancor più degli amici. Era allergica ai frutti di mare, e a chiunque non fosse pazzo di lei. Durante il ciclo soffriva di mal di testa, crampi, nausea ed era di un umore schifoso. Aveva terrificanti attachi di eczema. Teneva chiuso in un’anfora, conto il malocchio, un intruglio di pipì e unghie tagliate. Aveva paura dei gatti, soffriva di vertigini e se sentiva un tuono impietriva. Detestava i ragni, i serpenti, l’acqua, la gente. Ed io, lettore, questa donna l’ho sposata. 

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And all that I can see is just a yellow lemon tree

26 Luglio 2008 at 12:07 pm (diario, politica)

Descovolante è il nostro referente culinario. Bravissimo. Ieri sera, cena a casa di Ale, il nostro cuoco prepara le zucchine al limone, “sucati col limon”, la cui ricetta era stata già pubblicata sul suo blog a seguito di una esplicita richiesta del grande capo Ale, che ne aveva mangiate una quantità industriale ad una delle tante riunioni. Diceva buonissime, Ale. Quindi, a rigor di logica, cucinate dal Desco dovevano per forza essere mondiali. L’arte del Desco è una delle verità indiscutibili della sinistra trevigiana.

Ho messo in bocca una rotellina. Il succo di un intero limone mi si è spanto per la bocca. Aciderrimo. Non ho neppure deglutito ma sputato direttamente in mano e poi nel secchio dell’umido. Bleaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa. Che schifo. E poi ancora blea. Pareva cucinato nella lemonsoda. Blea, blea e ancora blea. Ho ancora quel gusto in bocca, nonostante i chili di salame al cioccolato e mezzo sacchetto di patate fritte.

Blea.

La sinistra a scatafascio, la mia vita discretamente incasinata, e il Desco mi sbaglia un piatto. Non riesco a vederci solo una mera coincidenza. No, no. Queste sono congiunzioni astrali…

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