Sul terzo documento del congresso del PdCI

18 Luglio 2008 at 7:38 am (politica)

Quando studiavo psicopatologia dello sviluppo ho imparato che un padre assente è presente nella testa di tutti.

Oggi inizia il congresso del Partito dei Comunisti Italiani. Vengono presentati due documenti. Il primo nasce come ultraidentitario, e non mi piace. Il secondo non è affatto ultraidentitario, ma non mi fido. Parlano a due sinistre differenti e hanno due progetti politici diversi. Senza troppi giri di parole, credo che il risultato del congresso dei comunisti italiani, qualunque sia, avrà il suo senso dopo quello di rifondazione, dove i giochi non sono ancora fatti e la vittoria di Vendola non è mica scontata. Dove Ferrero purtroppo non ha la forza che mi piacerebbe avesse.

Speriamo che al nostro interno si riesca a cogliere l’opportunità nell’incertezza e che questo significhi discussione franca. Speriamo la commissione politica duri più di quella elettorale, come è avvenuto alla seconda – bellissima – conferenza della Fgci. Due documenti, finalmente, era ora!

Poi c’è un terzo documento, invece, che non è stato presentato e probabilmente non è neppure stato scritto. Si potrà dire che quello che dovrebbe essere il capo di quella minoranza, non è stato abbastanza coraggioso da mettere nero su bianco ciò che pensava. E contarsi. O che pace è fatta tra lui e il segretario.

Oppure possiamo considerare che un padre assente è presente nella testa di tutti.

A congresso, ci sono due documenti. Più uno. E non c’è nessuno che non lo sappia!

12 Commenti

  1. Sejo ha detto,

    Non seguo. Come il novantanove percento degli italiani, del resto.

  2. Dreamer ha detto,

    Seguo,giustamente e doverosamente, ma non mi preoccupo più di tanto. Il documento di maggioranza è il migliore che si potesse fare considerata la situazione,quello della belillo non è nemmeno scritto in italiano! A quello di rifondazione,che avrei voluto vivere personalmente,se non altro perchè sarà un congresso vero e incazzoso,ci sarà da ridere.

  3. Loris D. ha detto,

    Diliberto ha detto che le correnti saranno proibite… mi spiace ma ritengo che questo non sia il modo di fare.
    Si parte male… ora sarò espulso?

  4. Dreamer ha detto,

    il dissenso potrà essere liberamente espresso in direzione o al comitato centrale. Le correnti ad un partito che ha più o meno l’1% dei voti non servono,alimentano personalismi e tensioni. Già l’attenzione dei media è quella che è,se si uscisse con linee diverse sarebbe la fine(l’ha già fatto,e temo lo farà ancora,rizzo e infatti mi sta sul cazzo!)

  5. Stefano ha detto,

    No Loris, non sarai espulso, tranquillo. Le opinioni non sono correnti.

  6. Lunadigiugno ha detto,

    Correnti? uahahahahahahahahahahaha! Ma proprio uahahahaha! Non riusciamo a smettere di guardarci l’ombelico? C’è vita là fuori! Correnti poi… al massimo spifferi.

  7. Dreamer ha detto,

    beh l’ombelico te lo guardi nel momento in cui hai la testa chinata verso il basso per misurare le tue dimensioni…quando hai stabilito se sei abbastanza grande o piccolo ritorni ad alzare la testa e conseguentemente a quella presa di coscienza guardi agli altri..lo sai perfettamente che se prima non capisci cosa sei tu stesso difficilmente hai rapporto sano con quello che c’è fuori(che poi noi si abbia la propensione a guardarsi troppo questo è un altro discorso e sono d’accordo con te che non sia opportuno)

  8. stefano ha detto,

    Comunque le opinioni non sono nemmeno spifferi…
    E il mio ombelico non è mica poi così male…

  9. Loris D. ha detto,

    Ho letto il documento approvato e vorrei fare le seguenti osservazioni.

    Ritorno del PCI.
    L’idea di per sè è buona, logica direi… ma mi sa anche un po’ di “restaurazione”. Spero solo che il ritorno del PCI sia solo un punto di partenza per la formazione definitiva, col tempo, di una Sinistra Italiana unita.

    Questione NATO.
    Le politiche antimilitariste possono essere poco efficaci se non affiancate da un’idea di risoluzione nonviolenta dei conflitti, da contrapporre ad una logica militarista ottocentesca: l’art. 11 parla di “ripudio” alla guerra. L’uscita dalla NATO dev’essere una conseguenza di una linea politica più che un obiettivo diretto… sennò si rischia di seminare su un terreno poco fertile.

    Lavoro.
    Serve una profonda analisi della realtà lavorativa: ci sono settori che faticano ad emergere. Occhio anche alla situazione locale.

    Ambiente.
    Bene la linea, però nel complesso la preparazione tecnica sul tema (da parte dei nostri rappresentanti nazionali) si è dimostrata un po’ carente.

    Informazione.
    La risoluzione del conflitto d’interessi sarà solo il primo di una serie di passi da intraprendere:
    - i partiti devono uscire dalla gestione della tivù pubblica;
    - i finanziamenti ai giornali vanno distribuiti meglio;
    - da un paio d’anni, se acquisti un pc ma non possiedi la tivù devi pagare lo stesso il canone RAI (poichè potresti acquistare una scheda tivù: a questo punto direi di applicarlo alla scheda ed all’antenna, non al pc in sè);
    - promuovere l’uso di internet ed investire in fibra ottica (il wi-fi sembra poco sicuro).

  10. Dreamer ha detto,

    mah…

  11. Anellidifumo ha detto,

    Anzitutto benvenuta nella blogosfera.

    Poi sulla materia del post: la democrazia interna in un partito comunista ortodosso? Ma via, chi volete prendere in giro? Fa benissimo Diliberia a dire: centralismo ademocratico. Vabbè, lui l’alfa privativo non lo pronuncia, ma fa lo stesso.

    A Rifondazione pare si vada alla conta. Finirà Grassi presidente e Vendola segretario. Diverrà più che un partito, un ovetto kinder: fuori la cioccolata, dentro la sorpresa.

  12. Lunadigiugno ha detto,

    Anelli, che piacere vederti da queste parti :-)
    Anche tu a commentare il post sul congresso del Pdci, pensa che la discussione si è addirittura spostata nel post sul sequestro del feto a Napoli… che parlava di ben altro. E’ come se in questo momento tutta la nostra attenzione non potesse che essere concentrata sui congressi della sinistra. Boh, seguo, ma non certo con la passione di un po’ di tempo fa. Sono amareggiata da questa sinistra così poco coraggiosa ed così tanto autoreferenziale, e non solo dal Pdci di cui riconosco le contraddizioni e scelte deboli. Dopo la disfatta della sx arcobaleno e la scomparsa della sinistra dal parlamento, credo che avremmo meritato che i congressi fossero veri terremoti politici. Ho bisogno di sapere che chi vuole attuare la rivoluzione nella società è in grado di attuarla dentro se stesso. Questo non sta lontanamente avvenendo a sinistra. Se ne riparlerà domani sera suppongo, rimbalzando da un blog all’altro. Ti verrò a trovare sul cannocchiale :-)

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