Neon Genesis Evangelion è epistemologicamente corretto

15 Luglio 2008 at 7:11 pm (nge, psicocazzate)

A”Chi sei?”
B”Shinji Ikari.”
A”Quello sono io.”
B”Io sono te. Ciascun individuo ha dentro se stesso un altro se stesso. Ogni individuo è in effetti costituito da due diversi se stessi.”
A”Due se stessi…”
B”Il se stesso che è soggetto osservante e il se stesso che è soggetto osservato. Ogni oggetto di osservazione ha però natura molteplice, ed esistono quindi molteplici Shinji Ikari. Lo Shinji Ikari che è dentro il tuo animo, lo Shinji Ikari che è nell’animo di Misato Katsuragi, lo Shinji Ikari dentro Asuka Soryu, lo Shinji Ikari dentro Rei Ayanami, lo Shinji Ikari dentro Gendo Ikari. Ognuno di essi è un diverso Shinji Ikari, ma sono tutti il vero Shinji Ikari.”

Permalink 5 Commenti

Favolose Narranti, Porpora

15 Luglio 2008 at 12:55 pm (diritti civili)

Ricevo dalla mia amica Fabianna e pubblico molto volentieri: www.consultoriotrans.org 

invito

 

Giovedì 24 Luglio 2008, si svolgerà un’importante inziativa di solidarietà sociale a sostegno del consultorio TRANSgenere di Torre del Lago Puccini. Il Consultorio, inaugurato il 14 marzo 2008, è divenuto in poco tempo un importante riferimento per le persone Trans toscane e non solo, il crescente numero di utenti e di progetti atti a sostenere le persone T* nel proprio percorso di affermazione sociale e personale, ci ha spinte ad organizzare una giornata di solidarietà e di confronto.

L’ importante sostegno della Regione Toscana, della AUSL 12 Viareggio, della Cooperativa Exagon di Torre del Lago, il centro Kaleidos di Viareggio, con la collaborazione di Ireos Firenze, ci ha permesso fino ad adesso di svolgere un importante lavoro di sostegno ed accompagnamento, intrecciando l’attività del nostro Consultorio con un altro importante strumento rivolto alle persone T*: il Progetto ILATRANS promosso dal Centro per L’impiego della Provincia di Pistoia.

La giornata del 24 luglio avrà come scopo, con la vostra partecipazione, il sostegno a tutte quelle attività di supporto, fondamentali ,per chi vive ancora in una condizione di disagio sociale e discriminazione.

L’adesione delle istituzioni toscane, la presenza del Sindaco della città di Viareggio, l’amichevole sostegno di personaggi del mondo dello spettacolo, amici, collaboratori e sostenitori, sarà anche l’occasione per approfondire i nostri obbiettivi e progetti, condividendoli.

Regina Sattariano  Fabianna Tozzi Daneri 

Permalink Lascia un Commento

Obiettiamo gli obiettori… e di corsa…

15 Luglio 2008 at 12:08 pm (diritti civili)

Riporto qui di seguito la bellissima e inquietante lettera di Claudia, che assieme al suo fidanzato ha fatto conoscenza personale con i cosiddetti “obiettori di coscienza”. A 30 anni esatti dall’approvazione delle L. 194/78, questo è quello a cui possiamo andare incontro se necessitiamo della pillola del giorno dopo… e purtroppo non è il peggio che ci può accadere. Avrò modo di spiegare meglio e nel dettaglio la mia posizione sulla legge, per ora, vi ricordo che:

L’Associazione Vita di Donna, in collaborazione con l’Associazione Luca Coscioni, ha raggruppato 30 medici disposti a prescrivere la pillola del giorno dopo dalle 9 alle 19 tutti i giorni, feriali, festivi, e il sabato notte. Se si è a Roma o Milano si può ottenere immediatamente la ricetta:
A Roma chiamando il numero 333 9856046 tutti i giorni feriali dalle 09:00 alle 19:00, e non stop dalle 09:00 del sabato mattina fino alle 09:00 del lunedì mattina.
A Milano chiamando il numero 345 5011223 non stop dalle 18:00 del venerdì pomeriggio fino alle 08:00 del lunedì mattina.

Che fare l’amore sia un peccato mortale lo sappiamo tutti. La Madonna, del resto, ha fatto un figlio restando vergine, ed a fare certe cose si diventa ciechi. Ho accettato la miopia prendendola come inconfutabile punizione divina, ed al paradiso extraterrestre rinuncio facilmente, soprattutto se considero la noia mortale delle cantilene eterne delle voci bianche. Detto questo, credevo di avere la libertà di scegliere di confondermi nel dolore e nella bellezza dei sensi umani, visto che non siamo “teste d’angelo”, ma abbiamo un corpo che ha tanto da dire.
Non sapevo che fare l’amore fosse diventato un reato. Me ne sono accorta due giorni fa, quando mi sono trovata a girare come un frullino impazzito con il mio ragazzo alla ricerca di una fantomatica pillola del giorno dopo.

Padova. Quaranta gradi all’ombra. Guardo sull’elenco i numeri di telefono dei vari consultori, consapevole che in Italia il diritto all’obiezione di coscienza è concesso per legge solo nell’ interruzione volontaria di gravidanza (e già qui ci sarebbe da aprire una parentesi infinita). Le risposte sono le seguenti:
“certe cose neanche si devono chiedere”
“noi certe cose non le facciamo”
“ma per l’amor didddio”
E lascio per ultima la perla del mezzogiorno:
“il danno l’ha fatto lei ed è lei che deve rimediare, io non c’entro niente”.
Il messaggio implicito (ma neanche troppo implicito) mi sembra che restasse uno solo, e cioè “sei una gran puttana”. Cerco su google “Padova pillola del giorno dopo” e trovo una serie lunghissima di articoli dove leggo che per la maggior parte la boicottano.

Ospedale di Sant’Antonio (il principale ospedale di Padova): TUTTI obbiettori.
Vorrei sottolineare che per la pillola del giorno dopo, PER LEGGE, non ci può essere un rifiuto del genere, visto che è considerata un contraccettivo di emergenza e non un aborto. La domanda che credo sia giusto porsi è: perché la fuori legge, quella additata e trattata come una criminale devo essere io, e non chi si rifiuta di garantirmi un diritto?

Bologna. Presi dallo sconforto andiamo nella città rossa, entrambi convinti del fatto che lì siano indubbiamente più progressisti. Eppure ci scontriamo con problemi organizzativi abbastanza pesanti. Chiediamo informazioni ad un farmacista, che ci invia ad un presunto consultorio lì vicino. qui ci dicono che per ottenere l’irraggiungibile pillola dobbiamo recarci da un’altra parte, dove non dovremmo avere problemi.

Consultorio di Via Tiarini 10/12. Ci “accoglie” la segretaria, dicendoci che la dottoressa “riceve solamente per appuntamento”. Restiamo senza parole. Come può un urgenza essere fissata per appuntamento? Con quale criterio? Evidentemente Vanna Marchi aveva capito tutto. Forse i medici ed i veggenti ormai fanno parte dello stesso ordine.
Ho seriamente pensato di chiedere ad una chiromante quando si romperà il prossimo preservativo, così da fissare un appuntamento con largo anticipo ed essere più tranquilla.
Ci spediscono da un’altra parte, a chilometri di distanza dal posto precedente. Bisogna tenere presente che l’effetto della pillola è massimo entro le ventiquattro ore. In questo paese direi che sono pochissime.
Dopo 2008 anni di dominio culturale della chiesa cattolica è quasi difficile stupirsi. Io invece, personalmente continuo a farlo, mi chiedo come sia possibile che nel 2008  la chiesa stia ancora là a dettare leggi su questo mondo e pure sull’oltremondo, sulla mia vita e sulla mia morte.

Via Sant’Isaia numero 94. Nell’ultimo posto, alle 17 e 30, finalmente incontriamo persone competenti e rispettose, che ci forniscono spiegazioni e che si mostrano sinceramente scandalizzate della nostra epopea. Ho detto al personale lì presente che non mi sarei scordata di loro, bisogna valorizzare quelle persone che purtroppo restano una minoranza.
Ogni giorno si leggono manifesti volti alla prevenzione dei rapporti a rischio. In farmacia una scatola di dodici preservativi costa dodici euro. A cosa serve invitare all’acquisto di un contraccettivo se, soprattutto per i ragazzi, significa dimezzare drasticamente la propria paghetta? Non sarebbe meglio agire a monte e, per dirne una, utilizzare i soldi dei manifesti per distribuire i contraccettivi a prezzi ragionevoli?
Sembra che fare sesso a pagamento, essere stuprate e fare l’amore siano peccati che non presentano significative differenze. Credo che solo la pelle e il cuore di chi li prova possano parlare. In mezzo ci sono degli abissi che non possono essere trascurati.
La donna, nel 2008, da molti viene considerata come persona (e forse anche su questo qualcuno vorrebbe discuterne) che ha il DOVERE di procreare. Credo che fare figli non sia un dovere ma un diritto, così come è un diritto garantire a questi ultimi un ampio margine di serenità che certamente la società non contribuisce a costruire, vista la carenza delle strutture di sostegno.

Certamente queste sono parole, ma intanto credo sia importante una maggiore consapevolezza su certe dinamiche medievali purtroppo ancora attualissime. Ma dopotutto, se un pluridivorziato puttaniere che sta a capo del governo riposa beato sotto l’ascella benedetta di Ratzinger, cosa posso pretendere?

claudia

Permalink Lascia un Commento